Qual è il ruolo dei coworking nei piccoli centri urbani, di la dall’affitto delle scrivanie?

[:it]Grande entusiasmo ha permeato il confronto, #collaboratorio, tra le piccole-grandi esperienze di coworking del Centro Italia cui anche Warehouse Coworking Factory ha partecipato accanto agli amici di LoFoIo e Combo OpenProject (Firenze), Re-Place (Perugia) e Officina Lieve, (Mugello, Firenze) nell’ambito della fiera degli stili di vita sostenibili che si è svolta domenica 5 ottobre a Bastia Umbra “Fai la Cosa Giusta”.

Ognuno con la sua storia, unica e personale, ma accomunati dalle stessa determinazione di fronte alle  sfide poste da un mondo del lavoro profondamente cambiato e uniti da una stessa consapevolezza rispetto al ruolo che gli spazi di lavoro collaborativo – e in particolare le community di professionisti, talenti, creativi che li vivono -,  possono avere nel costruire percorsi di cambiamento all’interno dei territori: in gioco c’è il futuro delle nostre cittadine dei nostri paesi e la qualità della vita di chi li abita.

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Anche nelle più piccole realtà urbane o di provincia gli spazi di lavoro condiviso che vivono la filosofia del coworking hanno la vocazione e le capacità (creativa, innovativa, collaborativa) per diventare hub e snodi di una rete che mette in contatto persone, competenze, imprese, attori diversi interessati ai temi dello sviluppo sostenibile e a migliorare i contesti di vita.

In considerazione del cambiamento che sta permeando il mondo del lavoro autonomo ( in termini di percezione, legittimazione, ma anche di numeri), i coworking sono destinati a diventare con le loro community di professionisti entità in grado di mettere in atto sistemi modulari di servizi (temporali, flessibili) alle imprese, alle istituzioni, ai diversi attori del territorio, forti delle sinergie che possono nascere dall’accostamento di professioni diverse che convivono in uno stesso spazio di lavoro innovativo, non convenzionale, libero da gerarchie, in cui si mettono in campo nuovi schemi relazionali, si creano occasioni di aggiornamento e formazione continua e nuove modalità di progettazione condivisa.

Altro aspetto molto importante sul quale si è riflettuto, e che anche noi di Warehouse Coworking Factory stiamo esplorando dal giorno “zero”, pionieri e visionari di nostro ma, non lo neghiamo, ispirati sin dall’inizio anche dall’esperienza dell’amico Mattia Sullini, è il ruolo che i coworking posso avere come laboratori di nuova progettazione, partecipata e condivisa.

Stimolare continuamente l’esercizio dell’intelligenza collettiva (attraverso momenti di confronto informale, di formazione e apprendimento tra pari) e rafforzare così il senso di appartenenza alla comunità dei professionisti della nostra Factory attorno a progetti concreti e condivisi, ci ha permesso di valorizzare il contributo e gli interessi  di ciascun coworker che via via è  arrivato nel nostro spazio, creando VALORE e più opportunità per ognuno e per il territorio: è quello che Warehouse ha fatto negli ultimi mesi con il progetto #GERONIMO (Giovani Eroi, Nuovi Imprenditori) che stiamo per lanciare avendo proposto la nostra collaborazione al Job di Fano; con il progetto il #FUORI EXPO MARCHE che stiamo provando a mettere in piedi con (e a beneficio di) piccole e medie imprese marchigiane; e, con i progetti europei #Appleseed che stiamo costruendo con l’Università di Urbino e il coworking partner Agorà Collettive di Berlino e altri partner europei spagnoli e portoghesi a beneficio di freelance e imprenditori di nuova generazione nell’ambito del Programma UE Erasmus Plus; e ancora nell’ambito del Programma Creative Europe al quale stiamo guardando per avviare collaborazioni e scambi tra esperienze artistiche e culturali con partner europei come la Lettonia;  e infine stiamo per condividere con il territorio , le sue imprese e le sue istituzioni le innumerevoli opportunità rappresentate dal Programma Horizon 2020, fondi dedicati alla ricerca e all’innovazione, nell’ambito della piattaforma di pianificazione e programmazione partecipata offerta dal Distretto di Economia Sociale Marche Nord (DIESMN).

Mettere a sistema pratiche, talenti locali, competenze e visioni, generando un volano spontaneo di opportunità per i partecipanti dentro il nostro spazio ha anche un impatto immediato sul territorio, ne siamo convinti e questo è quanto abbiamo condiviso ieri con gli amici umbri e toscani che ci auguriamo di incontrare nuovamente a breve per nuovi scambi e laboratori di crescita personale e professionale.[:en]Grande entusiasmo ha permeato il confronto, #collaboratorio, tra le piccole-grandi esperienze di coworking del Centro Italia cui anche Warehouse Coworking Factory ha partecipato accanto agli amici di LoFoIo e Combo OpenProject (Firenze), Re-Place (Perugia) e Officina Lieve, (Mugello, Firenze) nell’ambito della fiera degli stili di vita sostenibili che si è svolta domenica 5 ottobre a Bastia Umbra “Fai la Cosa Giusta”.

Ognuno con la sua storia, unica e personale, ma accomunati dalle stessa determinazione di fronte alle  sfide poste da un mondo del lavoro profondamente cambiato e uniti da una stessa consapevolezza rispetto al ruolo che gli spazi di lavoro collaborativo – e in particolare le community di professionisti, talenti, creativi che li vivono -,  possono avere nel costruire percorsi di cambiamento all’interno dei territori: in gioco c’è il futuro delle nostre cittadine dei nostri paesi e la qualità della vita di chi li abita.

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Anche nelle più piccole realtà urbane o di provincia gli spazi di lavoro condiviso che vivono la filosofia del coworking hanno la vocazione e le capacità (creativa, innovativa, collaborativa) per diventare hub e snodi di una rete che mette in contatto persone, competenze, imprese, attori diversi interessati ai temi dello sviluppo sostenibile e a migliorare i contesti di vita.

In considerazione del cambiamento che sta permeando il mondo del lavoro autonomo ( in termini di percezione, legittimazione, ma anche di numeri), i coworking sono destinati a diventare con le loro community di professionisti entità in grado di mettere in atto sistemi modulari di servizi (temporali, flessibili) alle imprese, alle istituzioni, ai diversi attori del territorio, forti delle sinergie che possono nascere dall’accostamento di professioni diverse che convivono in uno stesso spazio di lavoro innovativo, non convenzionale, libero da gerarchie, in cui si mettono in campo nuovi schemi relazionali, si creano occasioni di aggiornamento e formazione continua e nuove modalità di progettazione condivisa.

Altro aspetto molto importante sul quale si è riflettuto, e che anche noi di Warehouse Coworking Factory stiamo esplorando dal giorno “zero”, pionieri e visionari di nostro ma, non lo neghiamo, ispirati sin dall’inizio anche dall’esperienza dell’amico Mattia Sullini, è il ruolo che i coworking posso avere come laboratori di nuova progettazione, partecipata e condivisa.

Stimolare continuamente l’esercizio dell’intelligenza collettiva (attraverso momenti di confronto informale, di formazione e apprendimento tra pari) e rafforzare così il senso di appartenenza alla comunità dei professionisti della nostra Factory attorno a progetti concreti e condivisi, ci ha permesso di valorizzare il contributo e gli interessi  di ciascun coworker che via via è  arrivato nel nostro spazio, creando VALORE e più opportunità per ognuno e per il territorio: è quello che Warehouse ha fatto negli ultimi mesi con il progetto #GERONIMO (Giovani Eroi, Nuovi Imprenditori) che stiamo per lanciare avendo proposto la nostra collaborazione al Job di Fano; con il progetto il #FUORI EXPO MARCHE che stiamo provando a mettere in piedi con (e a beneficio di) piccole e medie imprese marchigiane; e, con i progetti europei #Appleseed che stiamo costruendo con l’Università di Urbino e il coworking partner Agorà Collettive di Berlino e altri partner europei spagnoli e portoghesi a beneficio di freelance e imprenditori di nuova generazione nell’ambito del Programma UE Erasmus Plus; e ancora nell’ambito del Programma Creative Europe al quale stiamo guardando per avviare collaborazioni e scambi tra esperienze artistiche e culturali con partner europei come la Lettonia;  e infine stiamo per condividere con il territorio , le sue imprese e le sue istituzioni le innumerevoli opportunità rappresentate dal Programma Horizon 2020, fondi dedicati alla ricerca e all’innovazione, nell’ambito della piattaforma di pianificazione e programmazione partecipata offerta dal Distretto di Economia Sociale Marche Nord (DIESMN).

Mettere a sistema pratiche, talenti locali, competenze e visioni, generando un volano spontaneo di opportunità per i partecipanti dentro il nostro spazio ha anche un impatto immediato sul territorio, ne siamo convinti e questo è quanto abbiamo condiviso ieri con gli amici umbri e toscani che ci auguriamo di incontrare nuovamente a breve per nuovi scambi e laboratori di crescita personale e professionale.[:]