Coworking e il lavoro che cambia: un’ opportunità per creare valore

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L’inaugurazione del più grande spazio di Coworking della provincia di Pesaro Urbino  ha avuto un grande esito.

L’evento di apertura, la tavola rotonda sul tema: “coworking e il lavoro che cambia: un’ opportunità per creare nuovo valore” è stata un’ occasione di grande spessore per riflettere su come si sta trasformando l’approccio organizzativo al lavoro per vecchie e nuove professioni e su come gli spazi di coworking possano diventare luogo e strumento per la creazione di nuovo lavoro, per ripensare le relazioni tra persone e tra persone e territorio. Per creare Valore Condiviso.

La presenza di Matteo Ricci, Presidente della Provincia di Pesaro Urbino  ha avvalorato il ruolo che gli spazi di coworking possono avere nel mettere in relazione il popolo delle giovani imprese e delle start –up anche con le istituzioni, permettendo interscambi interessanti per entrambi. Avere uno spazio che faciliti la ri-aggregazione di competenze, la nascita di nuove imprese e l’incontro di talenti disposti a condividere, sperimentare, creare sinergie per innovare, anche su su settori in cui l’economia locale può diversificare, scommettere e continuare a crescere – il digitale ed il turismo per esempio- significa creare nel territorio opportunità per l’ accumulazione e concentrazione dei saperi, il loro utilizzo a scopo imprenditoriale, la ricostruzione di un pezzo di economia locale. Per questo, ha affermato Ricci , è importante che da un palcoscenico come Warehouse si guardi anche ai fondi europei attuali e futuri.

Il calcio d’inizio al progetto Warehouse Coworking Factory è stato dato da due esperienze temerarie ed entusiasmanti di Coworking italiane, cui valori fondanti hanno ispirato la nascita di questo Spazio di Coworking.

Appassionato e coinvolgente è stato l’intervento di Mattia Sullini, coworking manager di lungo corso, presidente di Fab Lab Firenze e ideatore del progetto Combo, un’esperienza “evoluta“ di lavoro in condivisione che a Firenze è già realtà. Mattia ci ha dato preziosissimi consigli, che son stati allo stesso tempo un’iniezione di energia e adrenalina, sull’ importanza di far emergere l’identità del nostro spazio di lavoro condiviso, di valorizzare e stimolare l’esercizio dell’intelligenza collettiva e creare valore, rafforzare il gruppo attorno ad un progetto chiaro, costruire occasioni di crescita personale e professionale per i coworkers; valorizzare il contributo di ognuno, sviluppare il senso del network e della condivisione di esperienze. E noi ce la metteremo tutta.

Altrettanto entusiasmanti e avvincenti gli spunti che ci sono venuti da Dario Carrera co-fondatore di The Hub Milano e fondatore di The Hub Roma, nodi di un network globale di persone e spazi per l’innovazione sociale. La sua “piacevole condanna”, tradurre il social business in modelli di business sociale è anche la nostra, è stato pertanto entusiasmante sentire dalla sua variegata esperienza quali sono le chiavi  per ispirare l’innovazione sociale all’interno di spazi che hanno l’innovazione nel dna. Guardare alle peculiarità, alle necessità del territorio in cui professionisti, start up e imprese si misurano, perché l’innovazione sociale è intorno a noi. Mettere a sistema pratiche , talenti locali, competenze e visioni, generando un volano spontaneo di opportunità per i partecipanti dentro spazi come il nostro, e un impatto sul territorio immediato. Valorizzare il capitale di conoscenze, abilità e competenze che possono essere scambiate, condivise e trasferite per promuovere cooperazione e comprensione tra le generazioni ( considerare le opportunità che possono nascere dalla silver economy, promuovere una cultura dell’invecchiamento attivo che garantisca alla popolazione degli ultracinquantenni, che gode di una salute migliore ed è più istruita di quella che l’ha preceduta, buone possibilità di occupazione e di partecipazione alla vita sociale della comunità) anche dentro la community di un coworking. Al centro torna l’individuo con le sue relazioni e i suoi bisogni.   Ecco come la condivisione di uno spazio di lavoro può diventare anche un’opportunità per ispirare collaborazioni creative tra liberi professionisti, contaminazioni multidisciplinari, aggregare talenti e costruire nuovi business; per creare innovazione, anche sociale, nuova conoscenza e nuovo valore per il territorio. Spunti straordinari per noi neofiti, altrettanto appassionati. Warehouse apre le porte ed è già salotto di buone pratiche, noi ne faremo senz’altro tesoro.

Da oggi liberi professionisti, designers, creativi, informatici, start up che sino ad oggi hanno lavorato nell’isolamento che in tanti freelance sperimentano lavorando da casa, potranno utilizzare lo spazio di un ex magazzino artigianale, 300 mq, per attività, lavori e progetti in pieno stile coworking: condividendo un ambiente di lavoro – 22 postazioni in open space; 3 uffici; sala meeting; angolo caffè e area relax  –  attrezzature e costi, ma soprattutto idee, progetti, know how, esperienze, in  un ambiente professionale creativo e pieno di altri talenti con cui collaborare e da cui lasciarsi ispirare.[:en]Immagine

L’inaugurazione del più grande spazio di Coworking della provincia di Pesaro Urbino  ha avuto un grande esito.

L’evento di apertura, la tavola rotonda sul tema: “coworking e il lavoro che cambia: un’ opportunità per creare nuovo valore” è stata un’ occasione di grande spessore per riflettere su come si sta trasformando l’approccio organizzativo al lavoro per vecchie e nuove professioni e su come gli spazi di coworking possano diventare luogo e strumento per la creazione di nuovo lavoro, per ripensare le relazioni tra persone e tra persone e territorio. Per creare Valore Condiviso.

La presenza di Matteo Ricci, Presidente della Provincia di Pesaro Urbino  ha avvalorato il ruolo che gli spazi di coworking possono avere nel mettere in relazione il popolo delle giovani imprese e delle start –up anche con le istituzioni, permettendo interscambi interessanti per entrambi. Avere uno spazio che faciliti la ri-aggregazione di competenze, la nascita di nuove imprese e l’incontro di talenti disposti a condividere, sperimentare, creare sinergie per innovare, anche su su settori in cui l’economia locale può diversificare, scommettere e continuare a crescere – il digitale ed il turismo per esempio- significa creare nel territorio opportunità per l’ accumulazione e concentrazione dei saperi, il loro utilizzo a scopo imprenditoriale, la ricostruzione di un pezzo di economia locale. Per questo, ha affermato Ricci , è importante che da un palcoscenico come Warehouse si guardi anche ai fondi europei attuali e futuri.

 

Il calcio d’inizio al progetto Warehouse Coworking Factory è stato dato da due esperienze temerarie ed entusiasmanti di Coworking italiane, cui valori fondanti hanno ispirato la nascita di questo Spazio di Coworking.

Appassionato e coinvolgente è stato l’intervento di Mattia Sullini, coworking manager di lungo corso, presidente di Fab Lab Firenze e ideatore del progetto Combo, un’esperienza “evoluta“ di lavoro in condivisione che a Firenze è già realtà. Mattia ci ha dato preziosissimi consigli, che son stati allo stesso tempo un’iniezione di energia e adrenalina, sull’ importanza di far emergere l’identità del nostro spazio di lavoro condiviso, di valorizzare e stimolare l’esercizio dell’intelligenza collettiva e creare valore, rafforzare il gruppo attorno ad un progetto chiaro, costruire occasioni di crescita personale e professionale per i coworkers; valorizzare il contributo di ognuno, sviluppare il senso del network e della condivisione di esperienze. E noi ce la metteremo tutta.

Altrettanto entusiasmanti e avvincenti gli spunti che ci sono venuti da Dario Carrera co-fondatore di The Hub Milano e fondatore di The Hub Roma, nodi di un network globale di persone e spazi per l’innovazione sociale. La sua “piacevole condanna”, tradurre il social business in modelli di business sociale è anche la nostra, è stato pertanto entusiasmante sentire dalla sua variegata esperienza quali sono le chiavi  per ispirare l’innovazione sociale all’interno di spazi che hanno l’innovazione nel dna. Guardare alle peculiarità, alle necessità del territorio in cui professionisti, start up e imprese si misurano, perché l’innovazione sociale è intorno a noi. Mettere a sistema pratiche , talenti locali, competenze e visioni, generando un volano spontaneo di opportunità per i partecipanti dentro spazi come il nostro, e un impatto sul territorio immediato. Valorizzare il capitale di conoscenze, abilità e competenze che possono essere scambiate, condivise e trasferite per promuovere cooperazione e comprensione tra le generazioni ( considerare le opportunità che possono nascere dalla silver economy, promuovere una cultura dell’invecchiamento attivo che garantisca alla popolazione degli ultracinquantenni, che gode di una salute migliore ed è più istruita di quella che l’ha preceduta, buone possibilità di occupazione e di partecipazione alla vita sociale della comunità) anche dentro la community di un coworking. Al centro torna l’individuo con le sue relazioni e i suoi bisogni.   Ecco come la condivisione di uno spazio di lavoro può diventare anche un’opportunità per ispirare collaborazioni creative tra liberi professionisti, contaminazioni multidisciplinari, aggregare talenti e costruire nuovi business; per creare innovazione, anche sociale, nuova conoscenza e nuovo valore per il territorio. Spunti straordinari per noi neofiti, altrettanto appassionati. Warehouse apre le porte ed è già salotto di buone pratiche, noi ne faremo senz’altro tesoro.

Da oggi liberi professionisti, designers, creativi, informatici, start up che sino ad oggi hanno lavorato nell’isolamento che in tanti freelance sperimentano lavorando da casa, potranno utilizzare lo spazio di un ex magazzino artigianale, 300 mq, per attività, lavori e progetti in pieno stile coworking: condividendo un ambiente di lavoro – 22 postazioni in open space; 3 uffici; sala meeting; angolo caffè e area relax  –  attrezzature e costi, ma soprattutto idee, progetti, know how, esperienze, in  un ambiente professionale creativo e pieno di altri talenti con cui collaborare e da cui lasciarsi ispirare.[:]